Ph Tiziana Borzì

Zeno, dietro Enzo Castellucci.

Nato nel luglio dell’85, originario di Montalbano Jonico, un piccolo paese della provincia di Matera, Basilicata.

Vivo a Milano da anni dove lavoro come vigile del fuoco. Mi sono avvicinato alla fotografia cominciando con una compatta comprata con il primo stipendio.

Scattavo in maniera sporadica e molto spesso portavo la macchina fotografica ad eventi techno. Era il 2007, e così è stato per alcuni successivi anni. Solo nel 2016 ho deciso di acquistare la prima reflex, in occasione del Cammino di Santiago che di lì a poco avrei fatto.

Così è nata la passione per la fotografia paesaggistica. Durante i miei viaggi fotografavo i luoghi in cui mi ritrovavo ed in qualche modo cominciavo già a raccontare qualcosa per immagini, inconsciamente. Non sapevo niente di fotografia se non le nozioni basilari acquisite con dei tutorial su YouTube. Quando riguardo le fotografie di paesaggio che scattavo ciò che raccontavo non era che un riflesso di me stesso, e raramente una fascinazione estetica subita dai panorami.

Nel luglio del 2018 ho deciso di iscrivermi ad una scuola di Fotografia a Milano. Grazie allo studio ho conosciuto aspetti completamente nuovi di essa che prima non avevo mai preso in considerazione. E così, inevitabilmente, le foto dei grandi autori hanno influenzato fortemente la mia visione e la mia ricerca.

Ora il mio sguardo volge verso direzioni umanistiche prestando particolare attenzione ai volti e ai luoghi in cui le loro vite si svolgono. Reportage e ritratto sono le modalità maggiori con le quali principalmente sento affinità. Inizialmente la street photography è stata una necessità primaria. Tramite essa ho affinato il modo di osservare ciò che mi circonda. Oggi la fotografia di paesaggio è divenuta parte integrante e indispensabile di un racconto, che in maniera subordinata rappresenta volti, e i volti rappresentano paesaggi.

Mi ritrovo anche nella fotografia evocativa, che associo spesso a ciò che scrivo. Poesie, prose e frasi, osservazioni e considerazioni. Ecco che quindi per me la fotografia inevitabilmente sfocia nella poesia, e inversamente la poesia si trasforma in immagini. In passato ho dedicato diversi anni allo studio della musica e mi dilettavo nel disegno e nel dipinto.

Scattare una fotografia per me non è mai un esercizio solo ed esclusivamente estetico, ma è un’azione che vuole andare oltre la forma per raggiungere un contenuto. Questo non fa altro che avanzare con la ricerca fotografica a cui mi sottopongo per individuare una giusta dimensione espressiva.

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EN

Born in July 85, originally from Montalbano Jonico, a small town in the province of Matera, Basilicata.

I have lived in Milan for years where I work as a firefighter. I approached photography starting with a compact camera I bought with the first salary.

I shot sporadically and very often took my camera to techno events. It was 2007, and that was the case for a few subsequent years. Only in 2016 I decided to buy the first reflex, on the occasion of the Camino de Santiago that soon I would have done.

Thus was born the passion for landscape photography. During my travels I photographed the places where I found myself in and somehow I was already beginning to tell something in pictures, unconsciously. I didn’t know anything about photography except the basics acquired with tutorials on Youtube. When I look at the landscape photographs I took what I was telling was not than a reflection of myself, and rarely an aesthetic fascination with panoramas.

In July 2018 I decided to enroll in a photography school in Milan. Thanks to the study I got to know completely new aspects of it that I had never taken into consideration before. And so, inevitably, the photos of the great authors strongly influenced my vision and my research.

Now my gaze turns towards humanistic directions, paying particular attention to faces and places where their lives move within. Reportage and portrait are the main ways in which I mostly feel affinity. Street photography was initially a primary necessity. Through it I have refined the way of observing what surrounds me. Landscape photography is today become an integral and indispensable part of a story, which in a subordinate way represents faces, and faces represent landscapes.

I also find myself in evocative photography, which I often associate with what I write. Poems, prose and phrases, observations and considerations. Therefore photography inevitably flows in poetry, and inversely poetry is transformed into images. In the past I have devoted several years to the study of music and dabbled in drawing and painting.

Taking a photograph for me is never just an aesthetic exercise, but it is an action that wants to go beyond the form to reach a content. This does nothing but advance with the photographic research I undergo to identify one right expressive dimension.